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DA PICCOLO
La prima parola che dissi da piccolo fu "alambicco".
Ma non è questa la cosa sensazionale.
La cosa sensazionale è che la pronunciai da feto, attraverso un peto di mia madre.
Mia madre era una donna sempre indaffarata. Tutto il giorno in banca. Non si truccava mai. Anche perchè sarebbe stato inutile truccarsi, con indosso il passamontagna.
La seconda parola che dissi da piccolo fu "patrocinato".
Ma non vale perchè la lessi nei sottotitoli del Festival di Castrocaro.
Da piccolo guardavo i cartoni animati. Non avevo un vero e proprio divano. Mi sedevo sopra un barile di cherosene e guardavo la tv. Diventava seccante quando proprio sul più bello mia madre veniva a prendersi il suo bidone togliendomelo da sotto il culo, dicendo "Devo andare a lavorare". Proprio mentre Gargamella si apprestava a rivelarmi il significato della vita.
Io da piccolo alle donne non ci pensavo. Io giocavo a Subbuteo.
Una volta per sbaglio mi sedetti sopra Marocchi. Gli spaccai le caviglie che si staccarono dalla base bombata.
Nonostante questi inconvenienti, io il Subbuteo lo adoravo.
Io da piccolo ero un bambino tranquillo. Grazie a ciò mi era permesso quasi tutto. Tranne di mangiare a bocca aperta e di toccare l'Uzi 9mm SMG semiautomatico di mia madre.
Poi all'improvviso mi ritrovai nel cesso delle femmine con la testa sotto la gonna di una mia compagna di classe.
E la terza parola che dissi da piccolo fu "pipì".
Ma la pronunciai con voluttà hardcore.
E così mi accorsi che piccolo non lo ero più.
