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CHARLESTON
In pratica ero disteso sulla spiaggia a prendere il sole ed è successo che mi sono addormentato. Ho fatto un incubo in cui c’era Johnny Dorelli che usciva dall’acqua tutto ricoperto di alghe. Quasi zoppicando si è avvicinato a me. Aveva gli occhi bianchi, rivolti all’insù. Al posto delle braccia due lunghe lame, affilate e lucenti. Poi è iniziato un charleston, e Johnny Dorelli, invece di infilzarmi a morte, ha iniziato a ballare il tip tap.
Mi sono svegliato di colpo. La musica proveniva dallo stereo scassato del gelataio. Ho tirato un sospiro di sollievo.
Mi sono alzato, ho fatto un lungo sbadiglio e mi sono stiracchiato. Faceva un caldo infernale. Ero tutto sudato. Allora ho preso qualche soldo spiccio e mi sono diretto verso l’ombrellone giallo limone con la scritta sammontana. Il gelataio era girato di spalle. Io gli ho detto che avrei preso un gelato in edizione limitata ma lui sembrava non ascoltarmi. Quello, voglio quello lì, cocco e caramello. Ma lui niente, non mi dava retta. Girato di spalle, ascoltava la musica e basta. Poi all’improvviso ha allungato una mano e ha alzato il volume al massimo. Dalle casse dello stereo gracchiava il charleston, distorto e metallico. A quel punto non ci ho visto più e ho cominciato ad insultarlo e a minacciarlo.
Il gelataio ha iniziato a ballare il tip tap in modo frenetico, ignorandomi. Brutto stronzo, gli ho detto, dammi quel cazzo di gelato. L’ho afferrato per il collo e l’ho girato di forza.
Lui mi ha fissato negli occhi per un attimo. Ha sorriso. Un brivido mi ha attraversato il corpo. Sono impallidito. Ho indietreggiato. Davanti a me, Johnny Dorelli. "Quello in edizione limitata l’ho finito. Ho il cremino, se vuoi" ha detto.
Mentre parlava, dalla sua bocca usciva una poltiglia verde che puzzava di alghe marce.
Il cremino va benissimo, ho balbettato io.
Mi sono voltato e ho cominciato a correre. Veloce. A ginocchia alte.
Fino a che sono inciampato e ho sbattuto la faccia a terra.
Poi come ogni mattina alle sette è suonata la radiosveglia.
Un charleston.
Ho aperto gli occhi.
Mi sono alzato, ho dato un’occhiata in giro e sono andato a pisciare.
